02 Ottobre 2025
Osaka, crocevia di tradizioni millenarie e innovazione tecnologica, è stata il palcoscenico della 35ª edizione dell’Esposizione Universale. Con il tema “Designing Future Society for Our Lives”, Expo 2025 ha chiamato istituzioni, imprese e cittadini di tutto il mondo a riflettere su come costruire una società capace di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone.
All’interno di questo scenario internazionale, il Padiglione Italia ha ospitato la Settimana di protagonismo del Piemonte, un’occasione di confronto in cui le eccellenze del territorio hanno raccontato la propria capacità di unire tradizione manifatturiera e visione innovativa.
Qui Dario Casalini, presidente Slow Fiber, è intervenuto portando una visione del tessile capace di superare confini geografici e culturali.
Oggi, la filiera del tessile è considerata come una delle più lunghe e impattanti: prima di diventare un capo finito, una fibra attraversa numerosi passaggi produttivi, con conseguenze significative sull’ambiente, sulle risorse naturali e sugli equilibri sociali globali.
La diffusione del fast e dell’ultra-fast fashion ha ulteriormente aggravato questo scenario, imponendo ritmi produttivi insostenibili, abbassando la qualità dei prodotti e generando quantità di rifiuti sempre più difficili da gestire.
Poiché i tessuti sono parte integrante della nostra quotidianità, diventa imprescindibile avviare un cambiamento che rimetta al centro valore, responsabilità e consapevolezza. Costruire una filiera tessile rispettosa dell’ambiente e delle persone significa trasformare produzione e consumo in scelte capaci di generare benefici lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
Durante il suo intervento, Casalini ha ribadito gli obiettivi della rete Slow Fiber:
• rafforzare una filiera che condivida valori comuni, dal Piemonte al mondo;
• rendere nuovamente attrattiva la manifattura per i giovani, restituendo al lavoro dignità e orgoglio;
• educare a un consumo responsabile, capace di creare valore reale e duraturo.
«La nostra visione si fonda su cinque principi fondamentali: buono, sano, pulito, giusto e durevole. Ognuno di essi guida ogni nostra scelta», ha dichiarato Dario Casalini, Presidente di Slow Fiber, durante il suo intervento. «Ogni principio si traduce in pratiche che rispettano l’ambiente, tutelano la salute e la sicurezza di chi produce e di chi utilizza i prodotti. Il tessile “slow” è pensato per durare nel tempo, per generare valore reale, consapevolezza e per sostenere nuovi paradigmi di produzione e consumo”.
In conclusione, Casalini ha sottolineato l’importanza di una prospettiva internazionale per l’associazione: “Il sogno è quello di dare al progetto una dimensione di scala mondiale, ad esempio con la nascita una Slow Fiber giapponese. I valori alla base di Slow Fiber non hanno confini nazionali, appartengono all’intera umanità.”
