13 Febbraio 2026
La filiera è un patrimonio culturale da valorizzare. È questo il messaggio che Slow Fiber ha portato alla 65ª edizione di FILO – International Exhibition of Yarns and Fibres - la fiera internazionale di riferimento per il settore dei filati e delle fibre, in occasione della cerimonia di apertura.
La rete di aziende italiane virtuose della filiera tessile ha partecipato alla tavola rotonda "Il Filo della Filiera: sinergie e valore aggiunto per competere nel mercato globale", sottolineando come il futuro del tessile dipenderà dalla capacità di fare sistema e di comunicare il valore generato lungo tutta la filiera produttiva. Accanto ai rappresentanti di Filo, dell'Unione Industriale Biellese, della Regione Piemonte e delle aziende del settore, Slow Fiber ha ribadito un principio chiave: la competitività del settore non può fondarsi esclusivamente sul prezzo.
«Per poter rendere visibile il valore reale dei prodotti è indispensabile educare i consumatori e costruire una cultura di filiera. Ciò permetterebbe infatti di capire non solo quello che sta dietro al prodotto finito, ma anche quello che quest'ultimo genera lungo tutto il suo percorso di filiera», ha dichiarato Slow Fiber. «Quando il valore resta invisibile, il mercato finisce per premiare soltanto il prezzo. L'obiettivo dovrebbe essere sempre quello di rendere riconoscibili qualità, responsabilità e competenze che distinguono le produzioni sostenibili e virtuose».
La riflessione è stata inoltre approfondita nello Spazio Sostenibilità, durante l'incontro "InsideOut – Valori visibili e invisibili nel guardaroba di nuova generazione". Il dibattito ha dimostrato la necessità di un nuovo linguaggio che permetta di avvicinare produzione e consumo, rendendo visibile il reale valore della filiera.
A dimostrazione di questa visione erano presenti sette aziende della rete Slow Fiber che, pur operando nello stesso mercato, hanno scelto di continuare a collaborare su temi strategici per rafforzare l'intero sistema.
«In un momento in cui la filiera tessile europea affronta sfide sempre più complesse, fare rete non è più un'opzione ma una necessità», ha concluso la rete. «La collaborazione tra imprese è uno degli strumenti più efficaci per difendere e valorizzare il patrimonio industriale e culturale del Made in Italy».
