08 Novembre 2025

Il 7 novembre 2025 l’Auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha ospitato il primo Congresso nazionale di Slow Fiber, organizzato in occasione del terzo anniversario dell’associazione.

Un appuntamento che ha segnato un passaggio importante per il settore tessile italiano, aprendo uno spazio di confronto reale, aperto e intergenerazionale sul futuro della moda e della manifattura.

In soli tre anni Slow Fiber è cresciuta fino a riunire 29 imprese italiane della moda e dell’arredamento, attive lungo tutte le fasi della filiera tessile e distribuite tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Insieme queste aziende impiegano quasi 6.800 addetti, generano 1,2 miliardi di euro di fatturato e custodiscono un patrimonio fatto di tradizione artigianale, competenze manifatturiere e innovazione tecnologica.

Il Congresso del Tessile Sostenibile ha rappresentato un momento chiave per ribadire un messaggio condiviso: non è più sufficiente parlare di sostenibilità, è necessario praticarla. Aziende, esperti, studenti e istituzioni si sono incontrati per immaginare un futuro del tessile ispirato ai valori di buono, sano, pulito, giusto e durevole, che costituiscono il cuore della filosofia Slow Fiber. 

I lavori si sono aperti con l’intervento di Carlo Petrini, ideatore e fondatore di Slow Food, che ha riconosciuto in Slow Fiber una realtà pioniera, capace di affrontare in modo sistemico l’impatto ambientale e sociale del comparto tessile. Petrini ha sottolineato l’importanza di una visione globale della rete, invitando a portare nel mondo del tessile lo stesso spirito rigenerativo che Slow Food ha saputo imprimere al settore alimentare.

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Nel suo intervento, Dario Casalini, presidente e ideatore di Slow Fiber, ha denunciato l’enorme impatto del sistema tessile attuale e dichiarato superata l’epoca della sostenibilità raccontata solo a parole. Al centro della sua riflessione, la necessità di un modello rigenerativo fondato su etica, qualità e bellezza, capace di coniugare innovazione, creatività, ecologia ed economia. Casalini ha inoltre rivolto un appello alle imprese e alle nuove generazioni, sottolineando il ruolo decisivo dell’educazione al consumo consapevole e della tutela delle filiere virtuose. 

Dario Casalini presidente Slow Fiber

Il confronto si è arricchito grazie al contributo del mondo accademico e della ricerca, che ha offerto una lettura lucida e scientifica dell’impatto del settore tessile, in particolare sul consumo delle risorse e sulla contaminazione dell’acqua, evidenziando la responsabilità delle aziende e l’urgenza di un cambio di paradigma.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle dimensioni sociali ed economiche della sostenibilità: dal ripensamento dei modelli di crescita alla centralità della filiera come luogo di collaborazione, equità e trasparenza. È emersa con forza l’idea che la sostenibilità non possa limitarsi al “meno peggio”, ma debba puntare al meglio possibile, attraverso scelte strutturali e condivise.

Le testimonianze delle imprese aderenti a Slow Fiber hanno riportato il dibattito su un piano concreto, mostrando come la collaborazione tra aziende, l’attenzione alla qualità e l’investimento sulle competenze siano elementi fondamentali per costruire filiere durature, competitive e responsabili.

Il primo Congresso nazionale di Slow Fiber ha così posto le basi per un cambiamento necessario per il futuro del tessile, della società e del Pianeta. L’obiettivo ora è rendere questo appuntamento ricorrente, ampliando il dialogo tra industria, giovani e istituzioni nazionali. Il 7 novembre 2025 ha rappresentato il primo passo di un percorso che guarda a un tessile realmente sostenibile, etico e capace di durare nel tempo.